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MIGUELANGEL MONTUORI

 Montuori

Nato a Rosario, Argentina, il 24/09/1932

Esordio in Viola il 18/09/55

In campionato 162 presenze e 72 reti

In Nazionale 12 presenze e 2 reti

1 Scudetto (1955 – 1956)

1 Coppa Italia (1960 – 61)

1 Coppa delle Coppe (1960 – 1961)

1 Coppa Grasshoppers (1956 – 1957)

1 Scudetto in Cile 1955

 

Miguelangel Montuori, nato in Argentina, proveniente dal Cile, figlio di un pescatore della costa sorrentina, raccomandato e presentato da un prete. Chi era costui ? Firenze gioiva per l’arrivo di Julinho. Il suo arrivo fu quasi in incognito. Aveva giocato nel Racing di Buenos Aires, dai ragazzini fino in prima squadra, fu richiesto dall’ Università Cattolica di Santiago. Al primo anno, ventunenne, segnò 22 reti, l’anno seguente 25 e fu scudetto. 
Dopo l’intervento di padre Volpi su Befani, il nostro giovane di belle speranze fu acquistato per 18 milioni. Periodo d’ambientamento, la morte del padre, due famiglie sulle spalle con tanti fratelli, i primi tempi non furono facili per lui, era arrabbiato perché non riusciva a sbloccarsi, a rendere come sapeva. Al ritiro di Abbadia S.Salvatore i primi contatti con Fuffo Bernardini non sono facili. Miguel ha voglia di fare e dimostrare di saper fare, ma sono tre mesi che non gioca. Bernardini gli dice di prenderla con calma e lui invece giù a tutto sprint. Bernardini ripete “leggero” e lui giù ad accellerare.  Quasi vennero alle mani poi si capì il “qui pro quo” , in spagnolo leggero voleva dire veloce ! Poi tutto si normalizzò. Amicizia e collaborazione con i nuovi compagni di squadra, le lezioni di tattica del “Dottore” .
Montuori_azione  Montuori az1   Montuorijuve   Magnifici_5   Montuori_juve1

Il suo primo gol ufficiale ? Niente di meglio ! Quello che sbloccò il risultato di Juventus Fiorentina 0 – 4 al 4° minuto di gioco, poi Virgili, Virgili e Magnini ! Nel suo primo anno, quello della scudetto segnò 13 gol, secondo cannoniere dietro a Virgili, ma quanti ne fece fare. Perché Miguel, aldilà dei funambolici dribbling non solo pensava a se stesso ma per la maggior parte attirava su di sé i difensori per smarcare al gol un compagno di squadra. Era un generoso, un altruista, un umile dagli occhi tristi e dal suo passato aveva imparato che la vita doveva essere collaborazione. Gioco, gol, amore della gente, si cominciò a pensare di metterlo in Nazionale, anche se lo scetticismo dei colleghi era tanto. Divenne famoso e conosciuto anche grazie alla TV e alla prima partita di calcio trasmessa sul piccolo schermo. Napoli – Fiorentina 2 – 4 (Montuori 34’, 67’, Virgili 51’ e 72’), giocata il 31/12/1955 a Roma. 
Si dice che “Veleno” Lorenzi gli disse : “con quella faccia da indio, come pensi di poter essere uno dei nostri” . Invece in nazionale ci andò e debuttò il 15/01/56. Riporto due pezzi di articoli di Beppe Pegolotti  e Nino Maggi dalla Nazione.

“...il «numero uno» dei nostri calciatori era il debuttante Montuori. Una grande partita, la sua. Fin dal principio, Montuori aveva lavorato di fi­no per cercare di stabilire i collegamenti. Aveva creato dei vuoti attirando su di sè, ogni volta, almeno un paio di avversari, aveva poi suggella­to la sua azione con passaggi perfetti ai compagni smarcati. Insisti ed insisti, il gioco di Montuori ha portato i suoi frutti. La mezz’ala sinistra della Fiorentina ha sbalordito gli spettatori. Non c’è che di­re; chi non ha mai veduto all’opera Montuori, viene preso dall’entusiasmo per quel gio­co da giocoliere d’eccezione, per quei «dribblings» e quelle finte personalissimi, per quel controllo di palla e per l’impo­stazione della manovra di squadra. Solitamente i calcia­tori virtuosi (in specie quelli di scuola sud-americana) di­vertono ma sono fine a se stes­si. Montuori è esattamente il contrario: i suoi virtuosismi sono al servizio del gioco dei compagni e dell’intero gioco di squadra.
Montuori è stato senza dubbio il miglior uomo della nostra nazionale, che ha trovato in lui l’uomo che le occorreva...
...Erano irrimediabilmente battuti anche, e soprattutto, nel gioco. Al 37° minuto un terzo pallone pioveva nella lo­ro rete. Ce lo ficcava Montuo­ri che raccoglieva una centra­ta a parabola di Carapellese, il quale aveva avuto la sfera da Boniperti. Non stava più nella pelle, per la gioia sfrenata, il "novizio" della Nazionale d’I­talia. Ma l’arbitro questa vol­ta annullava il punto perché il segnalinee era rimasto fermo, sventolando la bandierina al­zata, ad indicare che Boniper­ti aveva rimesso la palla fuori della linea del fallo...”

(Beppe Pegolotti)

“...Molto chiaro è stato Boni­perti circa il terzo gol, quando pure lui stesso conduceva la sfera lungo la linea di fondo: «Neppure in questa occasione la palla è andata oltre la linea, comunque l’arbitro, mi pare, avrebbe dovuto fischiare pri­ma, senza aspettare che l’azio­ne finisse in gol».
Montuori è convinto della perfetta validità della terza rete. L’interno viola - che è stato portato in trionfo dai ti­fosi all’uscita dello stadio per il gran gioco e per l’attività di propulsore di tutta la mano­vra offensiva azzurra — si è detto soddisfatto del proprio esordio in Nazionale: «Era la prima volta che giocato sulla neve. Per questo nel primo tempo mi sono trovato un po’ spaesato. Per fortuna nella ri­presa mi ero già abituato al terreno infido ed ho potuto rendere al limite delle mie possibilità»...

(Nino Maggi) («La Nazione», 16 febbraio1956)

 C’ è da ricordare che fu l’unico oriundo a portare la fascia di capitano della Nazionale.

 

Fu il bellissimo periodo dei quattro secondi posti consecutivi. L’anno successivo 56-57 dietro al Milan, 14 gol. Poi il 57-58 dietro alla Juventus 12 gol . Nel 58 – 59 dietro al Milan, 22 gol  e nel 59 – 60 secondi sempre dietro la Juventus e 9 gol.

formazione   Montuori_Bugatti   Montuori_Jascin   Montuori_milan
Nel 60 – 61 l’incidente che gli troncò la carriera a soli 28 anni. Montuori aveva subito un infortunio e per “far fiato” chiede a Hidegkuti di poter giocare una partita tra riserve contro il Perugia. Una pallonata al viso lo costrinse ad abbandonare l’allenamento. Purtroppo ad analisi approfondite, venne fuori che c’era un aneurisma, forse congenito che l’incidente aveva messo in evidenza. Venne operato a Padova e poi a Firenze, ma la sua vita da calciatore era ormai compromessa. Provò a fare il cronista sportivo, ma il giornale chiuse, poi l’allenatore di squadre minori toscane, per tre anni. Decise di tornare in Cile dove si mise a fare il pittore, visse in povertà per 17 lunghi anni. Tornò in Italia per interessamento di chi gli aveva voluto bene nel 1988. Fece il bibliotecario e per vivere anche nel calcio, l’allenatore della squadra dell’Isolotto.  Visse per altri 10 anni in una casa donatagli dai suoi ex compagni. Morì nel 1998 a seguito di una grava malattia.

Anche qui, più di me valgono le parole di Raffaello Paloscia cronista della Nazione.

 

 “Montuori giocò nella Fio­rentina per sei campionati; poi fu costretto a interrom­pere la carriera per un ba­nale incidente d’allenamen­to: una pallonata in un oc­chio, a causa della quale ri­schiò di perdere la vista. Do­po una breve esperienza co­me giornalista nel Giornale del Mattino e un’altrettanto breve esperienza come alle­natore (nel Montecatini e nel Pontassieve) Montuori decise di tornare in Cile, do­ve aveva lasciato molti ami­ci e qualche familiare.
In Cile tentò di nuovo la car­riera di allenatore, con poca fortuna, anche perché il fisi­co risentiva, inevitabilmen­te, del grave infortunio di gioco. Montuori non ha mai dimenticato Firenze e la Fiorentina. A Firenze, fra l’altro, sono nati i suoi figli, compresa la primogenita Olivia, che proprio in questi giorni è tornata in Italia, ospite di amici. Olivia Mon­tuori ha portato notizie del padre. Non sono, purtroppo, notizie rassicuranti: Miguel non sta bene (l’anno scorso ha dovuto subire un altro intervento chirurgico) ed è disoccupato.
«Il suo grande desiderio —ha detto Olivia Montuori — è di tornare in Italia, se riu­scirà a trovare unlavoro, anche al di fuori del mondo del calcio».

Montuori_pittore    Montuori_padre
Olivia Montuori si è già messa in contatto con alcu­ni ex compagni di squadra del babbo, primo fra tutti Enzo Robotti, terzino degli anni Sessanta, ora allenato­re del Montecatini. Robotti ha proposto alla Fiorentina un'amichevole da giocarsi a Montecatini nella prossima primavera. L’incasso sarà devoluto a favore di Mon­tuori. Altre iniziative sono già in atto, a conferma che nessuno (in particolare tra gli sportivi fiorentini non più giovanissimi) ha dimen­ticato ciò che Miguel Mon­tuori ha fatto per la squadra viola nei sette anni di per­manenza in Italia.
Da parte sua Miguel è rima­sto attaccatissimo alla so­cietà viola. Quasi tutti i giorni si reca al circolo ita­liano di Santiago, legge i giornali italiani e segue con interesse le vicende del no­stro campionato. - ­Olivia Montuori si trat­terrà a Firenze per alcune settimane, poi tornerà in Ci­le con la speranza di portare a papà Miguel la notizia che attende: quella di un viaggio in Italia, a breve scadenza, per restare definitivamente con i «vecchi amici» dei tem­pi gloriosi del primo scudet­to viola.”

(Raffaello Paloscia) («La Nazione», 13 dicembre1978)

 Voglio raccontarvi un aneddoto. A me l'hanno detto come fatto vero e non vedo perché non dovrei crederci. Ero alla mia prima partita al Franchi, avrò avuto 19 anni e parlavo col mio vicino di posto, curva ferrovia, persona anziana, sconosciuta. Mi raccontò che, durante una partita, a Montuori venne fischiato un rigore a favore. Lui cercò di far capire che non era rigore ma che era scivolato. L'arbitro fu irremovibile  e mise la palla sul dischetto. Montuori si preparò al tiro e con i piedi buoni che aveva spedì il pallone fuori lateralmente di almeno 10 metri.  A modo suo non aveva voluto approfittare del vantaggio che gli era stato dato. Cose di altri tempi ma che dimostrano come una volta il calcio fosse più sport e che Miguel era una persona onesta.

Miguelangel non ti dimenticherò mai.

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